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La polenta, un piatto povero diventato protagonista della convivialità.


Oggi la polenta è il piatto protagonista delle feste e della convivialità.

Anticamente però veniva denominato piatto povero, perché sazia velocemente, è economico e preparato con solo due ingredienti: acqua e farina.

Oggi è  senz’altro la regina dell’inverno: preparata al momento e servita al tavolo fumante pronta per riscaldare ambiente e stomaci infreddoliti.

La polenta si gusta a centro tavola su un’asse di legno, spianatoia, intorno alla quale si riunisce la famiglia per godere di questa pietanza versatile, gustosa e legata alle nostre tradizioni.

E’ quel filo trasparente che ci ricollega ai valori del passato e alla saggezza popolare dei nostri avi.

La storia della polenta.

Le origini  come detto, risalgono alla preistoria: è il primo piatto cucinato di cui si abbiano notizie.

Si è soliti associare la polenta alla farina di mais… Beh, non è sempre così.

All’inizio dei tempi risultava essere di un colore più scuro perchè le farine utilizzate erano segale e farro.

La polenta approda poi nella cultura culinaria degli Antichi Romani. Qui veniva chiamata puls, impasto di acqua e farro.

Durante la loro “coena”, che iniziava dopo un rigenerante bagno alle terme, i romani consumavano abitualmente polenta.

Questa era a base di pappa di farro e grano accompagnata da legumi o carne. Era condita spesso anche con latte e formaggio.

I legionari romani portavano con sé un sacchetto di farina di farro che cucinavano sotto forma di polenta da mangiare al fronte.

“Di polenta, e non di pane, vissero per lungo tempo i romani”, scriveva Seneca.

La sua vera ascesa inizia nel ‘800:  periodo segnato da grandi carestie.

La difficoltà nel reperire cibo è all’ordine del giorno, e la polenta risulta essere la soluzione ottimale per sfamarsi.

Per questo diventa il piatto tipico della tradizione contadina italiana.

Come si preparava e si prepara ancora questa pietanza?

Usando farina a piacere (di mais, castagne, grano saraceno, ceci), aggiungendola ad acqua leggermente salata dentro un paiolo e rimestata poi fino alla cottura.

Di polenta… non ce n’è una sola.

Il Nord Italia è sicuramente la culla della polenta.

In Lombardia, Veneto e Friuli è il piatto invernale per eccellenza.

Le ricette sono molteplici: con sugo, con gli uccellini, con salsicce, con il latte, con il baccalà, fritta…

Famose sono la polenta “taragna” e la polenta “concia”.

La prima prende il nome dal bastone utilizzato per mescolarla e preparata con farina di grano saraceno. La seconda utilizza farina di mais con l’aggiunta di formaggio fuso d’Alpeggio.

Anche qui nel Lazio, nello specifico qui a Roma, però non ci facciamo parlare di certo dietro.

Qui l’adoriamo fritta o con due tipi di condimento: sugo di pomodoro con spuntature di maiale e salsicce o in bianco con salsiccia e guanciale.

Che goduria per il nostro palato!!!

Qui al Ketumbar proponiamo la polenta molto spesso nel nostro brunch. La nostra cuoca Alessia ama prepararla con farina di grano saraceno con contorno di carciofi, castagne o funghi. Ovviamente il condimento di stagione da noi fa sempre da padrone !!!

Che aspetti allora? Vieni a gustare la nostra polenta nel Brunch del week-end. 

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