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Il cuoco italiano espressione di italianità. Intervista ad Alessia Arduini


Abbiamo già analizzato nel nostro blog la professione del cuoco dal punto di vista dell’attitudine e dello studio. Oggi vogliamo approfondire la figura del cuoco italiano, che rappresenta un’entità unica e nazionale di cui andare fieri.

Il cuoco italiano è da sempre considerato un vero e proprio ambasciatore della cucina Made in Italy. Questo perché la cultura gastronomica italiana vanta all’estero una notevole fama e il cuoco italiano ne è semplicemente il fondatore.

Egli infatti può contare su una lunga storia, fatta di tradizione e di valori, come il valore della semplicità e degli ingredienti genuini che il cuoco italiano riesce a combinare, ottenendo risultati memorabili. Inoltre può contare sull’innovazione, poiché da sempre in Italia si studia per proporre sul mercato nuovi prodotti.

Testimonianza di ciò è avvenuta nell’ultima edizione di Cibus (vetrina mondiale dei  prodotti italiani) terminato ieri  a Parma,  dove le Regioni italiane hanno presentato 1.300  prodotti nuovi, a testimonianza dello sforzo di innovazione e di ricerca delle imprese del Made in Italy nel comparto Food&Beverage.

 

Questo conferma le enormi potenzialità, fortunatamente ancora inespresse,  del Made in Italy alimentare e della fortuna che il cuoco italiano ha a disposizione, in termini di  tradizione e innovazione.

Noi del Ketumbar siamo orgogliosi di avere nel nostro team un cuoco italiano che svolge questa professione da più di 20 anni con passione e dedizione: Alessia Arduini.

Per capire meglio la sua professione, abbiamo voluto farle delle semplici domande….

  1.  Alessia da dove proviene la tua passione per la cucina?

Da dove nasce la mia passione per il cibo è una domanda alla quale non saprei rispondere, credo che un’attenzione, passione come curiosità ce l’ho sempre avuta. Mentre ne parlo mi viene in mente un ricordo di quando ero piccola in merito a mio nonno che si occupava dell’orto e nel piatto ci teneva che i peperoni fossero presenti in tutti i loro colori:  rosso, giallo e verde.

  1. Quando hai deciso di intraprendere la professione di chef?

Più che chef mi penso e definisco cuoca e, come tante cose nella vita, è stato più per una serie di circostanze che non una decisione presa a tavolino, io ho studiato per fare la psicologa.

  1. Quale è stato il tuo percorso formativo?

Il mio percorso formativo è per una parte da autodidatta (ho letto moltissime ricette) e per l’altra è costituito da una serie di corsi a Milano alla JOIA Accademy, la scuola di cucina dello Chef Pietro Leemann (Alta Cucina Vegetariana), e poi il contatto con gli altri cuochi e Chef che ho incontrato.

  1. Perché la scelta del biologico?

 Mi appassiona molto il cibo del quale si conosce la storia, il percorso, come la provenienza, il biologico spesso risponde a queste domande.

  1. Perché ti appassiona tanto la cucina vegetariana?

Mi appassiona molto la cucina vegetariana come la pasticceria rivisitata in chiave naturale perché, da una parte è nelle mie corde, mi muove l’istinto, dall’altra è una sfida: cercare di fare qualcosa di buono senza alcuni ingredienti necessari nel caso della pasticceria o senza gli ingredienti importanti.

  1. Quale sarà la nuova frontiera della cucina italiana?

Questa è una domanda alla quale non credo di poter rispondere, però credo che una buona cucina deve cercare di conciliare la tradizione, che poi sono le radici a degli ingredienti di ottima qualità, con un’attenzione alla leggerezza!

 

Venite a provare la cucina della nostra cuoca Alessia…non ve ne pentirete !

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