Elisabetta Foradori, la donna del vino ambasciatrice delle Dolomiti


Elisabetta Foradori, trentina, quattro figli di cui tre lavorano con lei, è a capo dell’azienda vinicola che porta il suo nome dal 1984. Ambasciatrice delle Dolomiti, promuove l’alleanza tra contadini e pratica l’agricoltura biodinamica.

Spinta da una forte passione e amore per la propria terra, Elisabetta Foradori si è imposta sin dagli esordi in cantina, il recupero di un vitigno autoctono della zona, il Teroldego.  Cercando dei modi per valorizzare quest’uva e renderla in grado di esprimere il territorio e il suo carattere più genuino.

Questa missione è andata di pari passo con la ricerca di una viticoltura naturale e ha portato, attraverso la selezione massale, al riconoscimento di 15 diversi biotipo di quest’uva regina del Campo Rotaliano. Il risultato di Elisabetta Foradori è stato quello di ottenere un’uva dalle caratteristiche minerali, floreali e speziate. Dal 2002 l’agricoltura è stata convertita totalmente alla biodinamica. Gli ettari vitati sono circa 28. Oltre al Teroldego, sono coltivati il  Manzoni e Nosiola, anch’essi vitigni autoctoni del Trentino. Le Bottiglie prodotte all’anno sono 160.000.

L’azienda Foradori fa parte de “I Dolomitici“, un gruppo di viticoltori della zona uniti dallo spirito pionieristico della biodinamica, rivolti a valorizzare la tipicità, la diversità e l’originalità del vino trentino.

Elisabetta Foradori Oggi

Oggi,  con un fatturato di due milioni di euro, l’attività entra dopo 35 anni in quella che l’imprenditrice trentina definisce ‘la fase tre‘, cioè l’esigenza di andare oltre il vino biodinamico e di allargare gli orizzonti. Visionaria e sognatrice per molti, contadina innovatrice con i piedi ben piantati a terra, Elisabetta Foradori afferma:

“Il futuro sarà una somma di sinergie e interscambio. L’azienda si è evoluta e vuole aprirsi ad altri ambiti che la rendano completa”

Accanto al business del vino che il brand Foradori fa volare alto, l’imprenditrice si muove nella diversità della cultura agraria, che significa mettere insieme grano, filari di vite, olivo, orto. Inoltre pratica l’allevamento delle mucche grigio alpine per la produzione di formaggi a km0.

La logica  non è legata  all’industrializzazione dell’agricoltura, bensì funzionale alla qualità e all’auto sanificazione del cibo. Il progetto è far tornare l’agricoltura alla sua natura artigianale.

E questa artigianalità è riscontrabile nei vini della cantina Elisabetta Foradori. In queste bottiglie infatti  è racchiusa tutta la migliore essenza del territorio trentino.

Questi vini non potevano mancare nella cantina del Ketum.

cantina Ketumbar

Da noi puoi trovare tantissime etichette pregiate da conoscere e apprezzare. Orgogliosi di valorizzare queste eccellenze italiane, ci poniamo come obiettivo quello di diventare la meta degli amanti del buon bere. 

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@per maggiori info www.elisabettaforadori.com

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