Cuoco si nasce o si diventa?


Il cuoco e il poeta sono simili, l’arte di ambedue sta nella loro testa

Ateneo (Erudito Greco- 2° e 3° d.c.)

Si nasce cuoco come si nasce musicista o poeta, ma questa originale attitudine dovrà poi maturare con una apposita istruzione scolastica e si dovrà sedimentare con una successiva acquisizione delle varie esperienze e capacità; si diventa cuoco quando si esce dalla sfera di quello che si definisce hobby e si intraprende la scelta di una carriera professionale.

La professione del cuoco è complessa, richiede diverse attitudini: manualità, velocità, fantasia, tanta creatività, senso del gusto e del bello.

Ma soprattutto richiede studio ed esperienza.

Il cuoco è un mestiere antico di oltre duemila anni. Nella Roma arcaica era il pater familias che si occupava dell’approvvigionamento di quanto serviva per il vitto di casa e dava disposizioni precise per la preparazione del cibo.

Nel nuovo Millennio, grazie ai tantissimi show televisivi dedicati alla cucina e grazie alla più grande esposizione universale legata al cibo (Expo), questa professione ha raggiunto un apice di successo notevole, diventando oltre che un mestiere ambito anche una vera e propria moda.

Ma tralasciando i lustri del mondo patinato dello spettacolo, condividendo o meno questa spettacolarizzazione, diventare cuoco professionale vuol dire impegno, dedizione e aggiornamento continuo.

Per Impegno si intende impegno nel preparare un prodotto di qualità. Il cuoco professionale infatti cerca i migliori ingredienti e utilizza le migliori tecniche per offrire il miglior prodotto possibile.

La dedizione corrisponde ad un grande amore e ad una grande passione per il cibo e per la cucina; di questo ne gode durante la scelta degli alimenti, la preparazione dei piatti e la creazione dei menù.

In ultimo aggiornamento continuo vuol dire evolversi, vuol dire studiare la tradizione ma anche sperimentare e utilizzare quelle attrezzature che permettono di perfezionare la propria tecnica.

Il cuoco in definitiva è un artista che riesce a coniugare il piacere estetico e sensoriale di un piatto.

Egli opera in un ristorante come in un teatro, dove ogni giorno va in scena una recita nuova, in diretta e senza rete.

Il ristorante Ketumbar nasce con l’idea di coniugare tradizione e innovazione, la sua cucina si ispira alle lavorazioni più antiche per declinare i saperi e i sapori “di una volta” in piaceri autentici.

Il rigore della cucina classica, l’attenzione al cibo sano e l’audacia delle contaminazioni vengono messe al servizio delle materie prime che compongono le pietanze da gustare, elaborate con passione dagli chef.

Le attrezzature all’avanguardia come il forno a carbone vegetale Josper ,che fonde elegantemente in una sola macchina gli aspetti caratteristici del forno e della griglia, o la cottura a bassa temperatura garantiscono una cucina sana e dal gusto autentico.

Mangiare al Ketumbar è dunque un’esperienza sensoriale completa che appaga tutti e cinque i sensi, un’opportunità assolutamente da provare!

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